«Uomini come Richard raramente si pentono di quello che hanno fatto. Si pentono soltanto quando devono affrontarne le conseguenze.»
Clara abbassò gli occhi e deglutì lentamente.
Il telefono vibrò di nuovo.
Questa volta era un messaggio di Marianne.
Richard è stato informato. Il consiglio della fondazione si riunirà domani. Sei completamente tutelata. Non rispondere a nessuno, a meno che non sia una tua scelta.
Non rispondere.
Clara sfiorò appena lo schermo e trattenne un sorriso amaro.
Per anni tutta la sua vita matrimoniale era stata una continua risposta agli altri.
Aveva imparato ad adattarsi agli sbalzi d’umore di Richard.
Alle sue assenze.
Alle sue bugie.
Aveva minimizzato le sue umiliazioni durante le cene di gala.
Aveva sorriso mentre lui la ignorava.
Aveva perdonato una crudeltà dopo l’altra, fino a quando erano diventate parte dell’arredamento della sua esistenza.
Adesso, invece, il silenzio apparteneva soltanto a lei.
«Signora Donovan?»
La voce dell’assistente di volo era discreta e gentile.
«Possiamo decollare in qualsiasi momento. Dipende solo da lei.»
Clara annuì.
Stava per fare il primo passo verso la scaletta del jet quando due potenti fari illuminarono improvvisamente la pista.
Un SUV nero attraversò l’area d’accesso con una brusca frenata, fermandosi davanti all’hangar.
Alexander irrigidì la mascella.
Clara capì immediatamente chi fosse ancora prima che le portiere si aprissero.
Richard scese per primo.
Il cappotto era aperto, i capelli scompigliati dal vento e il volto contratto da una rabbia quasi incontrollabile.
Subito dopo comparve Sabrina.
Nonostante il freddo indossava un raffinato cappotto color crema e tacchi alti decisamente inadatti all’asfalto della pista. Dietro l’eleganza, però, il suo viso tradiva un panico crescente.
«Clara!» gridò Richard.
Sentire il proprio nome pronunciato da lui le provocò un nodo allo stomaco.
Alexander fece un passo avanti.
Lei alzò una mano.
«No,» disse con calma. «Questa volta me ne occupo io.»
Richard avanzò deciso verso di lei, stringendo un fascicolo di documenti.
«Che diavolo credi di fare?»
Clara non arretrò di un centimetro.
«Me ne sto andando.»
«Andartene?» rise lui, ma il vento spezzò quella risata. «Non puoi distruggere tutto e poi sparire come se niente fosse.»
«Tutto?» replicò Clara. «Parli della vita che hai abbandonato… oppure di quella che stavi costruendo insieme a Sabrina usando il mio denaro?»
Sentendo pronunciare il proprio nome, Sabrina abbassò istintivamente lo sguardo.
Richard indicò il jet privato.
«Pensi davvero di essere diventata forte perché Alexander Graves ti mette a disposizione il suo aereo? Lascerai che sia un altro uomo a salvarti?»
Gli occhi di Clara si fecero ancora più freddi.
«Nessuno mi sta salvando.»
«E allora spiegami perché il suo jet è qui.»
«Perché, a differenza tua, lui mi ha offerto aiuto senza pretendere di possedere la mia anima.»
Richard piegò le labbra in un sorriso sprezzante.
«Sei sempre stata incredibilmente ingenua.»
Sabrina fece un passo avanti.
«Clara, ti prego, ascoltami. Qualunque cosa tu creda di sapere, possiamo sistemare tutto senza creare uno scandalo.»
Clara si voltò lentamente verso di lei.
Per mesi Sabrina era stata soltanto un’ombra nella sua mente.
Rossetto rosso.
Profumo intenso.
Una presenza invisibile che le aveva rubato ogni serenità.
Ora, sotto le luci della pista, appariva diversa.
Non innocente.
Non pentita.
Solo terrorizzata.
«Senza creare uno scandalo?» ripeté Clara.
La voce di Sabrina si fece più morbida, quasi implorante.
«Non vuoi davvero passare attraverso tutto questo. Sei incinta. Pensa al bambino. Pensa allo stress che potrebbe causarti.»
Qualcosa cambiò nello sguardo di Clara.
«Non osare usare mio figlio per proteggerti dalle conseguenze delle vostre azioni.»
Il volto di Sabrina si colorò di rosso.
«Io non ho costretto Richard a fare niente.»
«No,» rispose Clara con calma. «Ti sei semplicemente goduta ciò che lui aveva sottratto.»
Richard si frappose immediatamente tra le due.
«Basta.»
Clara annuì lentamente.
«Su questo siamo finalmente d’accordo.»
Aprì la borsa ed estrasse una seconda busta.
Lo sguardo di Richard si fissò immediatamente su quel documento.
«Che cos’è?»
«I documenti ufficiali per il divorzio. Il tuo avvocato riceverà presto la copia formale, ma ho pensato che fosse giusto consegnarteli personalmente prima di chiunque altro.»
Richard rimase immobile.
Sembrava quasi non comprendere le sue parole.
«Lo stai facendo davvero.»
«Sì.»
«Sono il padre di tuo figlio.»
Per la prima volta la voce di Clara tremò.
«Te ne sei ricordato quando ormai era troppo tardi.»
Sul volto di Richard comparve un’espressione diversa.
Per un brevissimo istante Clara rivide l’uomo che aveva sposato.
Non il magnate arrogante.
Non il bugiardo.
