Le nove vite dell’icona hollywoodiana

Dopo l’arrivo sul grande schermo dei franchise dedicati ai supereroi, c’era una donna che ha trasformato la cattiva felina in un’icona della cultura pop: Julie Newmar. Con il suo fisico statuario, la voce ipnotica e l’arguzia affilata come un rasoio, Julie non interpretava semplicemente Catwoman, lei era Catwoman. Ma dietro la maschera e gli artigli si nascondeva una donna il cui percorso attraverso Hollywood, il mondo degli affari e la vita era audace e affascinante quanto qualsiasi ruolo avesse mai interpretato.

Julia Chalin Newmeyer nacque il 16 agosto 1933 a Los Angeles, in California, e fin dall’inizio fu circondata dalla cultura e dalla creatività. Sua madre era una stilista di moda e suo padre un importante giocatore di football americano diventato professore universitario. Julie ha ereditato l’intelligenza del padre e l’eleganza della madre.

Era una bambina dotata, che non solo eccelleva negli studi, ma mostrava anche un talento per l’arte. Prima di diventare una sirena del grande schermo, si è dedicata seriamente alla danza classica e ha persino ballato con l’Opera di Los Angeles durante l’adolescenza.

All’età di 20 anni, Julie si trasferì a New York e si iscrisse alla California State University, dove studiò pianoforte classico, filosofia e francese. Frequentò anche la School of American Ballet, dove emerse il suo straordinario autocontrollo e la sua grazia sul palcoscenico.

La sua bellezza e la sua presenza non passarono inosservate: ben presto fu invitata a partecipare come ballerina a diverse produzioni teatrali. Il suo primo vero successo arrivò a Broadway all’inizio degli anni ’50, quando apparve in Silk Stockings, coreografato da George Balanchine, e poi stupì il pubblico in Lil Abner nel ruolo dell’indimenticabile Stupefy Jones.

Il passaggio di Julie al cinema fu altrettanto straordinario. Uno dei suoi primi ruoli di rilievo arrivò nel 1952, quando ballò nel classico musical Just for You. Anche se non ottenne il riconoscimento ufficiale, il suo aspetto brillante e la sua grazia fisica la distinguevano dalle altre. Nel corso degli anni ’50 recitò in film come “Il vagone dell’orchestra” e “Sette spose per sette fratelli”, dove la sua figura alta e atletica e il suo stile elegante attirarono l’attenzione. Non si limitava a ballare, dominava lo schermo.

Tuttavia, è proprio in televisione che Julie Newmar ha lasciato il segno più indelebile. Nel 1966 ottenne il ruolo che determinò la sua carriera: Catwoman nella serie televisiva originale “Batman” al fianco di Adam West. Il costume nero aderente, la voce suadente e la sensualità magnetica trasformarono Newmar in un personaggio indimenticabile.

Nella sua interpretazione, Catwoman non era solo una cattiva, ma un’avversaria civettuola e intelligente con una mente propria. Ha portato umorismo, pericolo e molto carisma in questo ruolo. Catwoman Julie ha ispirato molte generazioni, comprese le attrici contemporanee che hanno interpretato questo ruolo in adattamenti successivi.

Oltre alla sua fama felina, Julie era un’attrice versatile che ha recitato in decine di programmi televisivi degli anni ’60 e ’70, da “The Twilight Zone” e “Route 66” a “The Bewitched” e “Star Trek”. Ha recitato nella sua sitcom di breve durata “My Living Doll” (1964-65), dove ha interpretato un androide sexy e altamente intelligente, un ruolo che ha messo in risalto il suo talento comico e la sua capacità di combinare intelligenza e bellezza.

Ma l’eredità di Julie Newmar non si limitò alla recitazione. Fu anche un’astuta donna d’affari e una pioniera nel settore immobiliare. Mentre molte star di Hollywood avevano difficoltà finanziarie, Julie acquistava, ristrutturava e gestiva numerosi immobili a Los Angeles, in particolare nell’esclusivo quartiere di West Hollywood. La sua passione per la bellezza si estendeva ai giardini che coltivava e all’architettura che conservava. Spesso diceva che creare spazi belli era un’arte pari alla recitazione.

Negli anni ’80 e successivamente, Julie ha iniziato a ricoprire un altro ruolo: quello di avvocato. Nel 2003 ha scoperto di avere la malattia di Charcot-Marie-Tooth, una patologia neurologica che colpisce i muscoli. Invece di ritirarsi dalla vita pubblica, ha usato la sua piattaforma per sensibilizzare l’opinione pubblica e ha continuato a lavorare e a scrivere. Nel 2011 ha pubblicato un libro di memorie intitolato “Una donna gatto consapevole spiega la vita sulla Terra”, pieno delle sue riflessioni sullo stile, l’invecchiamento, l’amore e l’accettazione del proprio vero io.

La cultura pop ha continuato a renderle omaggio. Nel 1995 è uscito il film «Wong Fu, grazie di tutto! Julie Newmar ha reso omaggio alla sua eredità e ha persino recitato in un cameo. Il titolo stesso del film è un riferimento al suo status di icona queer e simbolo intramontabile di glamour, individualità e grazia.

Julie Newmar non è solo una leggenda del cinema. È un’artista, una pensatrice e una sopravvissuta. La sua eredità si estende dal grande schermo al palcoscenico di Broadway, dai tetti di Gotham ai giardini fioriti di Los Angeles. Poche donne hanno interpretato tanti ruoli nella vita quanto lei, e ancora meno lo hanno fatto con tanta intrepida eleganza.