Le donne che hanno osato spogliarsi — Il bikini sulla strada verso il potere

Papa Pio XII dichiarò il bikini peccaminoso e diversi paesi, tra cui Belgio, Italia, Portogallo e Spagna, introdussero divieti nazionali sui costumi da bagno.

Un caso famoso si verificò nel 1952, quando la modella australiana Ann Ferguson fu invitata ad abbandonare la spiaggia di Surfers Paradise perché il suo bikini Paula Stafford era considerato troppo provocante.

La verità sulla famosa fotografia
Una fotografia è diventata il simbolo di tutte le controversie sull’opportunità o meno di indossare il bikini sulle spiagge pubbliche. E proviene dall’Italia.

La foto in bianco e nero, diventata virale negli ultimi anni, mostra un uomo in uniforme bianca in piedi accanto a una giovane donna in bikini sulla spiaggia. Gli utenti dei social media spesso sostengono che questo momento sia stato immortalato a Rimini, in Italia, nel 1957. La versione più diffusa della storia dice che l’uomo è un poliziotto che sta multando la donna per il semplice fatto di indossare un bikini.

Nel 2023, su Reddit è apparso un post con questa immagine, che ha ottenuto oltre 31.000 voti e 1.400 commenti. La didascalia recitava: “Un agente di polizia multa una donna per aver indossato un bikini, 1957”.

Ma era vera?

La foto è autentica, non presenta segni di elaborazione digitale, ma la storia che c’è dietro rimane un mistero. Non ci sono prove concrete che la donna sia stata multata per il suo costume da bagno. Alcuni sospettano che potrebbe trattarsi di una scena inscenata con modelli o attori, mentre altri ritengono che il poliziotto possa averle fatto la multa per un motivo completamente diverso.

Tuttavia, la foto ha colpito nel segno.

Il direttore dell’Archivio di Stato di Rimini, Gianluca Braschi, ha confermato in una e-mail a Snopes che all’epoca in Italia esistevano effettivamente leggi sui costumi da bagno, anche se la storia alla base della foto rimane poco chiara.

Come ha spiegato Braschi, la legge del 1932 vietava “di fare il bagno in pubblico in stato di completa nudità e in costumi da bagno indecenti”. Questa legge è rimasta tecnicamente in vigore fino al 2000, anche se la sua applicazione era incoerente.

Quindi, anche se forse non sapremo mai tutta la storia di questo momento virale, esso riflette le tensioni molto reali di un’epoca in cui i bikini non solo attiravano l’attenzione… ma potevano anche causare guai.

L’influenza di Hollywood
Il bikini è diventato davvero popolare solo negli anni ’60. I cambiamenti culturali hanno aperto le porte a modelli di costumi da bagno più audaci.

Ma anche allora l’opinione pubblica era divisa. Le zone più conservatrici si opponevano ai minuscoli due pezzi.

Un esempio è il Codice di produzione cinematografica degli Stati Uniti, meglio noto come Codice Hays, entrato in vigore nel 1934. Esso consentiva l’uso di costumi a due pezzi nei film, ma vietava severamente di mostrare l’ombelico. La National Legion of Decency, un gruppo cattolico romano, esortò i cineasti hollywoodiani e internazionali ad abbandonare completamente il bikini sul grande schermo.

L’apparizione di star hollywoodiane come Marilyn Monroe, Ursula Andress e Brigitte Bardot contribuì a ridefinire gli standard di bellezza e sicurezza di sé. Queste icone non si limitavano a indossare costumi da bagno: ne erano diventate sinonimo.

La ragazza in bikini
Probabilmente nessuno ha fatto di più per rendere il bikini popolare in tutto il mondo dell’attrice di origine francese Brigitte Bardot.

Non era solo il fatto che indossasse il bikini, ma anche il modo in cui lo indossava. Nel suo ruolo rivoluzionario nel film “La ragazza in bikini”, Bardot non indossava semplicemente un costume da bagno, ma lo trasformava in una dichiarazione culturale. Il suo corpo, avvolto in un bikini a triangolo senza spalline che sembrava potesse slacciarsi da un momento all’altro, era l’elemento centrale del film.

Con i suoi lunghi capelli raccolti in uno chignon e il suo aspetto spensierato, Bardot non si limitava a recitare: stava riscrivendo le regole secondo cui le donne potevano apparire sullo schermo.

Il film cercava di mostrarla in armonia con l’oceano e il sole, ma siamo onesti: la telecamera adorava proprio il suo corpo. Nel film appariva in classico stile pin-up, ma la Bardot non era solo un piacere per gli occhi: fu la prima attrice a recitare in bikini in un ruolo da protagonista e a dargli una trama.

Sebbene Bardot non fosse la prima donna a indossare un bikini, fu la prima a renderlo iconico grazie alla trama e, grazie a questo film, raggiunse immediatamente la fama mondiale negli Stati Uniti.

Il bikini bianco di Ursula Andress nel film “Dr. No” (1962) è diventato immediatamente un’icona perché combinava sensualità, forza e impatto cinematografico, qualcosa che il pubblico non aveva mai visto prima.

Quando uscì dal mare con un coltello legato alla coscia, Andress non solo attirò l’attenzione, ma era anche forte, sicura di sé e indimenticabile. Questo momento la consacrò come la migliore Bond girl e consolidò il bikini come simbolo di audace femminilità nella cultura pop.