Sono passati sei mesi. La mia vita ha preso una nuova piega. I bambini stavano bene e io mi ero lasciata alle spalle il caos del divorzio. Dan non mi veniva quasi più in mente, fino al giorno in cui mi ha chiamato all’improvviso.
«Ciao», disse con tono compiaciuto. «Ho pensato che dovessi saperlo: il mese prossimo mi sposo. Ci sono donne che vogliono davvero stare con me. E ho trovato una ragazza bellissima!»
«Congratulazioni», dissi, mantenendo un tono di voce calmo. Poi riattaccai.
Pensavo che fosse finita lì. Ma qualche settimana dopo stavo passeggiando in centro, godendomi una rara passeggiata da sola, quando ho visto Dan dall’altra parte della strada. Era mano nella mano con una donna.

All’inizio non ci ho dato peso. Ho pensato che fosse la sua fidanzata e ho continuato a camminare. Ma poi hanno attraversato la strada e sono venuti dritti verso di me.
Quando si sono avvicinati, ho sentito una stretta allo stomaco. Era Cassie, la mia amica del club del libro.
Il suo viso si è illuminato quando mi ha vista. “Oh mio Dio, ciao!” ha esclamato, spingendo Dan verso di me. «Il mondo è proprio piccolo! Ho così tante cose da raccontarti! Mi sono fidanzata! Lui è il mio fidanzato, si chiama…».
Ho sorriso in modo forzato. «Sì, Dan! Lo so».
Cassie ha battuto le palpebre, il suo sorriso si è spento. «Aspettate… vi conoscete?».
Dan sembrava volesse scomparire. Le strinse forte la mano e serrò la mascella.
«Oh, ci conosciamo da molto tempo», dissi con nonchalance.
Lo sguardo di Cassie vagava tra noi, il suo smarrimento si trasformò in sospetto. «Cosa vuol dire “da molto tempo”? Da dove vi conoscete? Dan, tu… la conosci?»
Dan rise nervosamente. «Cassie, non importa…»

«Oh, sì! Non importa. È solo il mio ex marito», lo interruppi bruscamente.
Il volto di Cassie si irrigidì, poi ebbe un’illuminazione. «Aspetta un attimo», disse lentamente. «Quella storia che hai raccontato al club del libro… quella della carta da parati? Di quel maledetto ragazzo? È… lui?»
Le sue parole rimasero sospese nell’aria. E l’espressione di panico sul volto di Dan parlava da sé.
Cassie si voltò verso di lui, socchiudendo gli occhi. «Oh mio Dio… sei stato TU?»
«Cassie, non è come pensi…» implorò Dan.
«È esattamente quello che penso», ribatté lei. «Hai strappato la carta da parati dalle pareti della casa dei tuoi figli perché l’hai comprata? Chi farebbe una cosa del genere?»
«È stato tanto tempo fa», balbettò Dan. «Non è così importante».
«Niente di speciale?» sibilò Cassie, ritirando la mano. «E le bugie? Sulla tua ex moglie cattiva che ha portato i tuoi figli in un altro paese? Che ti ha tradito? Sei incredibile, Dan. Sei un bugiardo!»
Si voltò verso di me, con un’espressione più dolce sul viso. «Mi dispiace tanto, Nora. Non ne avevo idea».

Prima che potessi rispondere, Cassie si voltò di nuovo verso Dan. «Sei un pericolo ambulante. Non posso credere che stavo per sposarti».
E così se ne andò, lasciando Dan lì in piedi, sbalordito, a guardare l’anello di fidanzamento che lei gli aveva appena gettato tra le mani.
Mi guardò, e sul suo volto si riflettevano rabbia e disperazione. Io sorrisi debolmente e mi allontanai. Quel danno era più che sufficiente!
La sera, mentre mettevo a letto i bambini, Jack mi chiese cosa mi avesse spezzato il cuore.
«Mamma, ti ricordi quando papà ha tolto tutta la carta da parati?»
Mi irrigidii, aspettandomi di sentire dolore nella sua voce. Invece mi sorprese.
«Sono contento che abbiamo scelto insieme quelli nuovi», disse sorridendo. «I dinosauri nella mia stanza sono molto più belli di quei vecchi fiori. Papà può tenersi quella carta da parati!»
Emma annuì con entusiasmo dal suo letto. «E le mie farfalle! Sono le più belle del mondo!»

Guardai le nostre pareti colorate, ora ricoperte dalla carta da parati che avevamo scelto insieme, tutta la famiglia di tre persone. Pareti che raccontavano la nostra nuova storia, non quella che Dan aveva cercato di strapparci via.
«Sapete una cosa?» dissi, attirandoli entrambi a me. «La penso anch’io così».
Quel giorno imparai una lezione importante: a volte non è necessario cercare vendetta. Basta dare un po’ di tempo al karma e lui ristabilirà la giustizia, aggiungendovi un tocco di ironica poesia.
